ascia spaccalegnaFin dai tempi più antichi il lavoro nei boschi ha interessato le popolazioni delle montagne. In queste terre, povere di risorse naturali e di occasioni lavorative, il legname ha infatti sempre rappresentano un punto di riferimento importante per l’economia locale. Tagliare alberi e spaccare legna era fondamentale per costruire poi le case, scaldarsi e cucinare. Tutto girava attorno alla natura. In Italia le foreste di abete rosso, larice ed abete bianco costituiscono una ricchezza naturale continuativa, che fornisce segati di ottima qualità e legna da ardere per uso domestico. Nel dopo guerra, le attività nei boschi erano una scelta obbligata dalle ristrettezze economiche del momento, che costringevano gli uomini ad adattarsi a fare qualsiasi tipo di lavoro. Nel bosco c’era bisogno di persone specializzate per quelle operazioni dove solo l’esperienza poteva aiutare ma per tutte le altre attività serviva la forza delle braccia come per esempio occuparsi dei tronchi segando le radici o eliminare i rami con l’accetta.

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Il boscaiolo come protettore del bosco

Ascia in spalla e via in mezzo al bosco, i nostri boscaioli hanno percorso chilometri e chilometri partendo all’alba per recarsi sul posto di lavoro, a piedi, percorrendo un tragitto che poteva richiedere anche ore di cammino. Il lavoro era duro, e sembra una vita di tanti secoli fa, invece gli uomini che hanno fatto questa dura vita sono ancora in mezzo a noi: sono i nostri padri e nostri nonni. Nella maggior parte dei casi chi sceglieva di intraprendere in maniera continuativa questo tipo di lavoro era mosso da una passione tramandata da padre in figlio, tale da attenuarne parzialmente le fatiche e le difficoltà quotidianamente presenti. A questi uomini, dopo una dura gavetta trascorsa ad allestire i tronchi, spettavano in genere i lavori di maggiore esperienza e professionalità, quali l’abbattimento degli alberi. Una volta, dopo aver abbattuto gli alberi con l’ascia, si procedeva alla lavorazione selettiva: prima si tagliavano dal tronco i rami, poi si tagliavano i tronchi nelle lunghezze volute. I rami venivano accorciati per farne fascine utili per i camini domestici. La scelta di quale albero “buttar giù” e il suo abbattimento erano operazioni fatte dagli uomini con esperienza e questa regola vale ancora oggi. L’abbattimento di un albero è un’operazione molto delicata e come tale deve essere effettuata solo da personale esperto e qualificato.

L’abbattimento degli alberi oggi: strumenti e leggi

Un albero ad alto fusto può essere abbattuto solo in determinati casi previsti dalla normativa vigente in materia. I casi che giustificano l’abbattimento di una pianta sono: la morte del fusto, una malattia o il pericolo per la sicurezza di cose e persone. Infatti non è possibile abbattere un albero di alto fusto, nemmeno se è all’interno del giardino privato, senza un’autorizzazione del Municipio che serve per obbligo di legge per tutti gli alberi con un tronco dal diametro maggiore di 80 cm. Negli altri casi basterà inviare una comunicazione scritta all’Ufficio verde (Ufficio Ambientale) in cui dichiarate di provvedere all’abbattimento. Questa ristrettezza è data dal fatto che le operazioni di abbattimento di un albero sono lunghe e complesse, nel corso delle quali possono intervenire numerosi fattori che devono essere prontamente calcolati e affrontati. Nei casi più complessi dei tecnici come gli agronomi analizzano accuratamente il fusto da tagliare e valutano grandezza, inclinazione, età presunta, dimensioni della chioma, presenza di rami intrecciati con le chiome di altri alberi, stato di salute dei rami ed eventualmente grado di disseccamento della pianta. Fondamentale è il calcolo della direzione di caduta dell’albero: i tecnici dovranno calcolare un’area di sicurezza entro la quale il fusto cadendo non provochi danni a cose o persone o altri alberi vicini. Una volta valutate e calcolate tutte queste possibili variabili, i tecnici potranno provvedere all’abbattimento vero e proprio dell’albero.

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Asce e accette per un uso casalingo

Se è vero che il boscaiolo è una figura rara oggigiorno, non lo è lo strumento madre di questo lavoro: la sega che assieme all’ ascia creano il binomio di uno dei più belli e complessi lavori di una volta. Se non siete dei professionisti e non dovete tagliare alberi spesso non occorre una sega elettrica ma basterà quella manuale con denti adatti al tipo di lavoro che dovete svolgere. Le seghe a mano si dividono in due categorie generali, definite dal modo in cui si presenta la lama: le seghe a lama libera, ove la lama non viene tesa da alcunché, ma la sua rigidità è dovuta solamente alle sue caratteristiche costruttive e le seghe a lama intelaiata, ove la lama viene tesa da un apposito telaio o arco. Utilissima se avete in casa il caminetto o la stufa a legna è l’ascia. Questo strumento dispone di una lama d’acciaio montata su un manico di legno o materiale plastico e può essere uno strumento assolutamente utile per spaccare della dimensione corretta i pezzi di legno che servono per alimentare la nostra stufa o il caminetto. Assicuratevi di usare un’ascia ben affilata e maneggevole: le migliori presentano un manico più lungo perché il manico funge da leva, più il manico è lungo e più l’utente potrà alzare maggiormente la lama conferendo più potenza alla spinta del taglio. Se non siete degli esperti fatevi indirizzare che da chi sa bene come si fa ad accettare i tronchi. Nella pratica dovrete disporre il ciocco da spaccare verticalmente (in piedi). Il ciocco da spaccare va posto su una base solida e piana, rialzata dal suolo. Alzate la lama dell’accetta il più possibile e calatela verso il tronco, solo partendo dall’alto il colpo sarà abbastanza potente da non richiedere l’impiego della forza muscolare di chi pratica il taglio.

Se siete intenzionati ad acquistare questo attrezzo per la vostra legna ecco alcuni consigli delle migliori asce nel mercato.

Ascia spaccalegna Fiskar

Molto leggera e molto efficace spacca anche i ciocchi più nodosi e tenaci. Con i suoi 90 centimetri di lunghezza e quasi 4 chilogrammi è perfetta per ogni attività di spaccalegna. Il manico ha una presa antiscivolo e una protezione in gomma protegge l'asta. La testa è formata dalla lama da una parte e da un cuneo dall'atra. Il cuneo infilato della fessura fatta dalla lama aiuta nella separazione delle due parti del ciocco.
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Accetta spaccalegna Fiskar

È perfettamente bilanciata e la geometria della lama permette di lavorare quasi senza sforzo e anche con una sola mano. Nonostante sia indicata per piccoli ciocchi si riesce a spaccare tranquillamente dimensioni medie grazie soprattutto alla testa forgiata a cuneo. Il manico è cavo e assorbe le vibrazioni. La lama è munita di protezione per il trasporto. Le sue dimensioni sono: larghezza: 153 mm; lunghezza: 445 mm; altezza: 25 mm; peso: 1570 g, peso testa: 1090 g
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Ascia da spacco pesante

Questa ascia nasce per tagliare legna e tronchi di grandi dimensioni, con diametro dai 30 cm. Perfettamente bilanciata ha un'impugnatura resistente e leggera, in plastica rinforzata con fibra di vetro e non separabile dalla testa. La lama ha la tipica forma di cuneo per spaccare in modo ottimale qualsiasi legno anche in orizzontale. Pesa 2600 grammi, è larga 190 mm e lunga 915 mm.
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